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Lettera aperta
Postato il Monday, 31 May @ 21:43:21 CEST di mac |
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Anonymous Scrivere "
Lettera aperta dal Liceo Boggio Lera
25 maggio 2010 11:46 | Collettivo “Boggio Lera” - Catania |
Vogliamo raccontarvi una storia. Lo scorso 23 aprile noi del “Collettivo Boggio Lera” abbiamo pensato di ricordare il 65° della Resistenza. Per coinvolgere gli studenti della nostra scuola abbiamo preso l’iniziativa di un’assemblea “autoconvocata”. Le normali assemblee di solito passano attraverso i rappresentanti d’Istituto e, purtroppo, si svolgono nel disinteresse generale: un fuggi fuggi per raggiungere le vetrine di via Etnea, una cinquantina di afficionados che rimangono a parlarsi addosso.
Non era questo che volevamo. Siamo stanchi di assemblee d’Istituto prive di contenuti, alle quali la stragrande maggioranza degli studenti non partecipa mai. Con la nostra iniziativa sul 25 aprile abbiamo voluto ricordare le basi della nostra democrazia infrangendo un rito malato, una grande ipocrisia, regole che non sono presidio di legalità ma finzione. Democrazia per noi è confronto d’opinioni, poter dire: “Mi interessa”, credere a qualcosa, sentirsi protagonisti.
E ci siamo riusciti, almeno in parte. L’adesione ai gruppi di studio è stata libera e chi non ha aderito è rimasto in classe a fare lezione. Eppure alcune centinaia di studenti si sono fermati per ore a discutere su argomenti che non sono “L’isola dei famosi”, “Amici” e “Il grande fratello”. Ci siamo divisi in alcune classi. In una è stato proiettato e commentato il film “Una giornata particolare” di Ettore Scola. In un’altra abbiamo presentato un argomento sconosciuto ai più: il colpo di stato in Cile, partendo dal breve episodio di Ken Loach tratto dal film “11 Settembre 2001”. Altrove s’è parlato di romanzi. Un gruppo si è chiesto se esiste ancora e cos’è diventato il fascismo oggi. Per quanto la vicepreside, interpretando a meraviglia il tema dei regimi totalitari, andasse in giro per le classi a minacciare terribili rappresaglie, stimiamo che almeno duecento studenti abbiano partecipato attivamente ai gruppi di studio. Questa volta niente “calia”. Chi è venuto era lì per confrontarsi, liberamente.
Forse proprio questo ha fatto scandalo. E ci ha attirato l’ira del Preside Giovanni Torrisi. Sì, il Capo d’Istituto, che ha sempre tollerato le peggiori manifestazioni di qualunquismo, ha pensato di utilizzare proprio la celebrazione della Resistenza per impartirci una lezione di “rispetto delle regole”. Così siamo stati convocati in un “comitato studentesco” ad ascoltare un lungo monologo, al termine del quale il Preside Torrisi – in omaggio alla democrazia della quale aveva parlato per oltre un’ora - non ha concesso la parola a nessuno dei presenti. Alla fine è arrivata questa lettera: “In riferimento alla contestazione di addebito del 26/04/2010, valutati le tue giustificazioni e tutti gli altri elementi a disposizione, si comunica che è stato adottato il seguente provvedimento disciplinare: - tre pomeriggi in biblioteca dalle 14,30 alle 16,30 per attività di approfondimento sugli artt. 1-2-3-18-19-21 della Costituzione con produzione di un elaborato finale frutto delle riflessioni effettuate”.
Ci è venuto qualche dubbio. Forse leggere la Costituzione della Repubblica italiana deve essere considerata una punizione? Forse nell’immaginario del nostro Preside la biblioteca è una prigione? Forse l’elaborato finale verrà sottoposto a un Gran Consiglio di dottrina democratica, di cui lo stesso Preside si è auto-eletto guida spirituale?
E’ possibile che questa lettera aperta non gli farà piacere. Tuttavia teniamo a dire al Preside Torrisi che non è il caso di arrabbiarsi. “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Non ci ha suggerito lui stesso l’articolo 21?
Collettivo “Boggio Lera” - Catania
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